domenica 6 giugno 2010

Orientamento e pari opportunità: convegno nazionale e spontanee riflessioni


Il 28 maggio la Regione Piemonte ha ospitato, nonché promosso il Convegno Nazionale "Orientamento: dal Rapporto Nazionale alle esperienze locali", padrona di casa la Consigliera di Parità Alida Vitale, perché l'ottica della giornata era quella di genere e delle pari opportunità.

Per me l'approccio è stato dal punto di vista emotivo abbastanza forte perché a portare i saluti istituzionali non c'era più Giovanna Pentenero, bensì Roberto Rosso. Ma non voglio fare nessuna riflessione politica, anche perché sarebbe imbarazzante commentare l'uscita dell' Assessore, che ha ventilato l'ipotesi [data quasi per scontata] dell'introduzione anche in Piemonte del Sistema Dote, come in Lombardia.

Purtroppo la giornata si è conclusa con l'amaro in bocca, le notizie raccolte dai vari oratori intervenuti al convegno non sono riuscita a farmele suonare positive.

Anna Grimaldi nel presentare il Rapporto Nazionale sull'Orientamento non ha potuto fare a meno di riflettere su quanto poco siano integrati i vari sistemi di Istruzione, Formazione e Lavoro. Da quando lavoro nella Formazione Professionale sento dire che è necessario integrare, le varie riforme ci hanno anche provato, ma quando si cercano dati oggettivi si percepisce che il disorientamento dei nostri ragazzi è determinato dal Sistema che parla diverse lingue a diversi livelli.
L'Orientamento dovrebbe essere la strategia per combattere la dispersione scolastica, per permettere l'incontro tra attitudini e necessità di mercato, ma senza una vera politica tutto questo è destinato a restare pura ideologia. Infatti, come ci ha fatto notare il direttore Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro della Regione Piemonte, Ludovico Albert, i famosi obiettivi di Lisbona non sono stati raggiunti e il 2010 è adesso! Anzi c'è stata un'inversione di tendenza: solo 6 maschi su 10 passano dalle Scuole Medie alla Superori. Sono aumentati i bocciati, ma diminuiti i ripetenti, il chè vale a dire dispersione.

La crisi è complice! questa è stata la frase che ha risuonato in tutta la giornata.
La crisi è complice perché ha dirottato denaro stanziato per altri obiettivi a risolvere, o perlomeno a dare dimostrazione di volerci provare, le difficoltà che il mercato piemontese ha incontrato.
La crisi è complice perché il mondo del lavoro, respingendo gli uomini ha fatto fare un passo indietro alle donne, il cui tasso di occupazione è al di sotto del 50%, sebbene producano il 70% della produzione mondiale.
La crisi mette in luce, ci dice Adriana Luciano, la mancanza di strutture e servizi che avremmo dovuto costruire vent'anni fa. Le politiche favorevoli ci sono state ma non siamo stati capaci di sedimentare nulla e le esperienze di eccellenza non si sono mai trasformate in buone prassi.
Ciò che penso è che manchi una mentalità imprenditoriale che sappia progettare interventi che ci ritornino valore e senso. Non si è ancora pronti a guardare alla realizzazione personale degli individui in un'ottica generale di benessere sociale e politico.

Proprio in epoca di crisi dobbiamo essere capaci di scommettere in nuovi approcci e non pensare solo più in termini di saperi da trasferire; è necessario trasmettere alle nuove generazioni la capacità di adattamento a diversi contesti culturali e lavorativi per formarmarli alla flessibilità, necessaria per rispondere ai cambiamenti repentini che contraddistingue la nostra epoca. Per questa ragione chi ha la responsabilità della formazione delle nuove generazioni, deve introdurre un nuovo concetto di competenza che non si declina più solo in una traiettoria tecnica, ma che si deve arricchire di una componente soggettiva. E' urgente occuparsene! Perché, come ha ribadito Tommaso De Luca, Preside del Pininfarina, l'Orientamento ha dimensione individuale, ma anche collettiva di sviluppo economico.

Purtroppo la leggerezza con cui si affrontano questi temi è data dal fatto che non esiste una qualificazione degli operatori di orientamento, troppo spesso ci si trova davanti stagisti che avrebbero bisogno essi stessi di un percorso di orientamento. L'Orientamento è uno strumento dal potenziale altissimo, uno strumento per la riuscita nel lavoro, per questa ragione dovrebbe essere una modalità educativa permanente. Diamole importanza e dignità con progetti di più ampio respiro e con prospettive di vita anche nel futuro.

Interessante la sessione del pomeriggio che ospitava le testimonianze sulle buone prassi per l'Orientamento di Genere coordinata dalla bravissima Paola Merlino.

Solo una piccola perplessità [o forse provocazione]: come possiamo continuare a parlare di cultura di genere e pari opportunità se a parlarne sono comunque sempre e solo donne?

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