lunedì 18 aprile 2011

Mi candido...


foto by Concyebasta
Ho sempre pensato di voler fare l’esperienza di una campagna elettorale. Fin da bambina ho respirato [grazie ai miei genitori] l’aria della militanza, ma quella sociale. Intendo dire quella militanza non fatta di riunioni e discussioni, ma quella del lavoro per il sostegno dal basso, quella delle cucine delle feste per sostenere il Partito. Perchè allora non ci si vergognava a chiamarlo Partito appunto. Ora ci sono i circoli e le cucine non ci sono più e se ci sono a volte sono popolate da professionisti.
Ma la voglia di essere parte di un gruppo che si riconosce per delle Idee, dei Valori e delle Speranze mi è rimasta. Ne ho sentito spesso la nostalgia.
Per tanti anni, per ragioni personali, ne sono stata lontana.
Ma la vita è fatta di incontri e quando gli incontri sono fatti di ricorsi ...beh credo che sia quasi un segno del destino e dire di no potrebbe essere un peccato.
Così l’occasione per tornare ad un impegno politico si è presentata attraverso delle Persone che hanno costituito per tanti anni il contorno della mia infanzia e adolescenza. Non potevo tirarmi indietro!
Non sono contenta di cosa accade nel mondo e allora perchè continuare a guardare senza mettermi in discussione e offrire il mio impegno. Ogni volta che guardo i miei figli penso che il mondo che sto contribuendo a lasciar loro, non mi piace per nulla. Cosa posso fare? Probabilmente poco, pochissimo. Ma non voglio vivere con il rimpianto di non averci provato, anche solo nel mio piccolo.
Ecco perchè...mi candido!

domenica 17 aprile 2011

Questione di punti di vista

Chi mi conosce sa i miei pensieri, le ideologie che mi accompagnano e intuisce le mie traiettorie.
Si sa che Saviano mi piace, ma questa volta...mi spiace...qualcosa non mi ha convinto.
Colgo l'occasione per ricordare Vittorio Arrigoni per spiegare in cosa non concordo.
Buona visione e buona riflessione.

giovedì 3 febbraio 2011

Anche Io dico Basta!

Sono rimasta ad osservare, forse anche curiosa di sapere quanto fossimo tolleranti verso un atteggiamento che per formazione ho sempre ritenuto, in maniera scontata, dovesse essere combattuto.

E invece...non è così comune pensarlo se siamo arrivati fino a questo punto.

Non mi preoccupa tanto la stereotipizzazione dell’italiano nel mondo, non mi infastidiscono le macchiette con cui ci si dipinge. Trovo inaccettabile però il modello con cui le adolescenti di questa ultima generazione si stanno confrontando, il paradigma con cui si dimostra che impegno, serietà e soprattutto dignità e classe non servono a nulla.


La riflessione di questi giorni è profonda e mossa dal sentimento. Mi sento offesa, come donna, ma soprattutto come mamma e formatrice. Come se si gettasse fango sull’impegno profuso da tanti di noi, uomini e donne, nel diffondere e condividere valori e storia di lotte e conquiste.

In questi giorni mi sono ritrovata a commuovermi più volte nel sentire le parole di chi ha detto Basta. E’ questo che dobbiamo insegnare: la voglia di difenderci!

Una collega mi ha chiesto di far vedere i video messaggi ai ragazzi del fare. Ho detto di no, ho dovuto dire di no, perchè sarebbe stata un’azione politica. E’ questa una risposta che mi è costata davvero molto. Una società che si dice civile affronta questi argomenti senza se e senza ma, perchè ci riguardano indipendentemente dai colori politici, perchè ogni bambino, ogni bambina, ogni giovane donna, ogni giovane uomo ha il diritto di essere difeso dagli scenari di oggi, ha diritto a non essere bersagliato da una monocultura che cultura non è!

Popper diceva:

“insegnare significa influenzare il loro [dei bambini] ambiente in modo che possano prepararsi per i loro futuri compiti: il compito di diventare cittadini”


Ecco...io vorrei poter vedere semplicemente un futuro di cittadini. E mi piace ricordare che nell’Antica Roma chi era cittadino romano appunto, godeva di tutela e protezione, intoccabile in ogni luogo dell’Impero.

Proteggiamo i nostri ragazzi, proteggiamoci.

Per questa ragione ora la tolleranza di cui parlavo all’inizio non ha più senso. E’ ora di dire Basta e lo faccio anche io.

giovedì 25 novembre 2010

25 novembre

E' successo che con alcune colleghe abbiamo fatto vedere video e animato discussioni per risvegliare i cervelli sul tema: 25 novembre Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

E' successo che a fatica alcuni di loro hanno cambiato opinione, o semplicemente si sono fatti un'opinione.

E' successo che ...i ragazzi hanno pensato a sè, agli altri e al modello che ci viene imposto quotidianamente.

E' sucesso! pensandoci...le cose possono cambiare.

domenica 21 novembre 2010

Buon viaggio Professore

C'eravamo tutti questa sera.

Alberto Barbero prosegue il suo viaggio, non più sulla terra. Chissà dove, ma sicuramente nella memoria e nella storia della sua cittadina amata e servita per così tanto tempo.

A maggio lo incontrai, ma io ero di fretta e forse anche lui...ci siamo salutati fugacemente, al contrario di come si faceva di solito. Un paio di giorni dopo...la malattia.

Ho pensato tanto a quel momento in questi mesi. Avrei voluto parlarti e ascoltarti. Come spesso succedeva quando ci si incontrava, quasi sempre nei pressi del Comune e Tu con quell'aria un po' svanita, di chi ha tanti pensieri che si incrociano, avevi sempre un attimo per chiedermi se stavo bene.

Quando ti ho conosciuto ero una bambina e sono cresciuta respirando l'aria del confronto e della consapevolezza sociale, grazie a Te, mio padre e chi con voi discuteva.
Erano gli anni in cui la sinistra aveva un'unica identità.
Erano gli anni delle Feste de l'Unità a cui ci dedicavamo tutti con gioia e convivialità, offrendo ognuno le nostre capacità e specificità.
Erano gli anni della Democcrazia Cristiana a Pinerolo e in Italia, e io quasi adolescente tenevo impegnata la mia insegnante di italiano raccontando i tuoi interventi in Consiglio Comunale, con somma gioia dei miei compagni di classe, perchè il tempo passava e la lezione saltava.
Erano gli anni di Cronache del Pinerolese, un bellissimo esempio di giornalismo locale e di opposizione che tu hai cresciuto e diffuso. [anche qualcosa di mio fu pubblicato su quelle pagine, una poesia]

Due libri importantissimi per me, me li hai regalati Tu: La collina dei conigli e Il Piccolo Principe; soprattutto il secondo mi è venuto in soccorso tante volte nella vita.

Mi hai sempre detto che la Politica era Servizio e si intuiva non potessi farne a meno. Ma quando hai cominciato a parlarmi dei nipotini, di come rappresentassero la linea di continuità con ciò che eri stato, si capiva che la vita aveva preso una svolta.

Quando mi incontravi nella vita professionale mi guardavi sempre con affetto, ma percepivo la stima. E per me era importante.

Pinerolo non potrà dimenticare il Tuo impegno.

Marco e Luca hanno un'eredità ricca e preziosa adesso. E stasera c'eravamo davvero tutti a dimostrarlo.

Buon Viaggio Professore.

martedì 16 novembre 2010

Cangiari

Vincenzo Linarello.
Ho aggiunto questo nome alla lista delle persone che mi piace considerare silenziosi eroi del nostro tempo.

A Pinerolo, grazie alla volontà di Fidapa, dell'Assessore Alchera e con la collaborazione del dirigente del Liceo Scientifico Curie, il 16 novembre Linarello ha parlato ad una platea numerosissima di ragazzi raccontando che una nuova resistenza è possibile.

Vinenzo Linarello è il presidente di Goel, un consorzio di cooperative sociali che sta cercando di seminare nella Locride un processo di cambiamento.
Goel è nato nel 2003 grazie alla spinta di Mons. Bregantini, un vescovo dal passato operaio e un presente più che mai pragmatico, capace di dimostrare che l'ndragheta ha paura della luce [Non a caso nel 2008 è stato improvvisamente trasferito].

Nella Bibbia il goel era il riscattatore, colui che permetteva la redenzione dei debitori, che salvaguardava il patrimonio; nella Locride Goel vuole essere lo strumento di riscatto di una terra sfruttata e impoverita dai poteri occulti e dalle affiliazioni mafiose.

Goel crea posti di lavoro, spazi di confronto e innesca processi di cambiamento.

La vera sorpresa è che il cambiamento è affidato a un settore che nell'immaginario solitamente è considerato frivolo e superficiale: la moda. Ecco che nasce un marchio, il primo brand totalmente etico: Cangiari [in calabrese cambiare, appunto!]

Cangiari propone un nuovo modo di intendere la bellezza: l'etica della bellezza, partendo dai materiali [tessuti interamente prodotti a mano e provenienti da coltivazioni biologiche], passando attarverso gli strumenti [lo show room milanese è in un palazzo confiscato alla mafia]

La passione con cui Vincenzo racconta quanto le energie di poche persone che ci credono abbia creato movimennto, rumore e abbia costruito tanto per la sua terra è emozionante e virale. Ad ascoltarlo non si può rimanere indifferenti.

Questo post lo scrivo per un senso di dovere civile e con la consapevolezza che il cambiamento è necessario. Non si tratta di un gesto di solidarietà al sud, alla Calabria, una risposta empatica ad un incontro fortuito. E' la precisa volontà di produrre pensiero in merito a qualcosa che ci riguarda tutti.

Oggi la Lombardia, il Piemonte e l'Emilia Romagna sono regioni ad altissima infiltrazione dell'ndrangheta, organizzazione che ha un giro d'affari pari al bilancio di un piccolo stato europeo. Non è più una questione meridionale!

Per questo, come dice Linarello, è necessaria un'alleanza!
L'alleanza con la Calabria diventa una campagna sul web da cui nasce la manifestazione del 1 marzo, in marcia contro la mafia.

Educare alla cittadinanza significa mostrare modelli, concreti e al passo con i tempi.
Cambiare il mondo si può!

lunedì 15 novembre 2010

Asimmetrie

Giovedì mentre rientravo dal lavoro qualcosa ha turbato la mia emotività. Ho capito subito che non stava succedendo nulla di buono. Arrivata a casa già tutti i media ne parlavano.

Quello che ho visto non mi è piaciuto perchè si trattava di immagini condivise con bambini piccoli, molto piccoli.

Per tornare a casa passo davanti a quello che in tutta Italia è risuonato come l'asilo degli orrori.

Non voglio entrare nel merito di quanto è potuto succedere, la magistatura farà quello che deve. Ma in questi giorni tante riflessioni e pensieri mi hanno tenuta occupata: quanto in tutta questa storia abbiamo davvero tenuto conto dei bambini, delle loro sensibilità, delle potenziali e reali paure?

Ho visto genitori manifestare il disgusto per le maestre con i bimbi in braccio. Non è anche questa una violenza?

E' ora il momento dei detrattori e dei sostenitori, tanto da permettere anche la strumentalizzazione politica. Ma qui non c'entra la storia della riforma e dei finanziamenti alla scuola privata.

Questa è un'altra storia.

E' la storia di un mondo che risponde ai meccanismi che gli adulti hanno saputo costruire senza tenere conto dei bambini, dei loro bisogni e delle loro sensibilità. E' la storia degli adulti che pur di essere protagonisti e sfruttare un piccolo spazio di delirante celebrità, con leggerezza mettono di fronte alle telecamere gli stessi bambini allontanati dalle maestre cattive.

Le minacce, l'aggressività che vedo, che sento attraverso i media e direttamente in città mi insospettiscono. Quale modello stiamo declinando per i nostri bambini e ragazzi?

I media ne approfittano e cavalcano il momento e non ci rendiamo conto di diventarne complici, sostenendo una simmetria di reazioni a quanto accade. E se rispondessimo in modo asimmetrico a quanto ci accade attorno? Non sarebbe una nuova strategia educativa?

Non possiamo sostenere la responsabilità verso i nostri bambini e ragazzi di essere complici di una strumentalizzazione che non permette più di Pensare, ma che replica violenza e risponde all'aggressività con altra forma di aggressività.

Prendiamo le distanze per un attimo e cominciamo a riappropriarci dei nostri pensieri. I nostri bambini ne gioveranno, ne sono sicura.